Azione dell’estratto di farfaraccio:
L’estratto di farfaraccio (butterbur) contiene composti fitochimici naturali, principalmente esteri sesquiterpenici noti come petasine, isopetasine e derivati, che sono considerati i principali componenti bioattivi della materia prima e ne influenzano le proprietà fisiologiche:
Proprietà antinfiammatorie
I componenti dell’estratto di farfaraccio sono descritti nella ricerca come sostanze con potenziale attività modulante i processi infiammatori — ad esempio, attraverso l’influenza sugli enzimi coinvolti nella biosintesi dei mediatori dell’infiammazione come leucotrieni e prostaglandine. Questo meccanismo è una delle spiegazioni proposte per l’azione della materia prima nei modelli fisiologici.
Attività spasmolitica e rilassante
Studi in vitro e riferimenti tradizionali indicano che gli estratti di rizoma e foglie di farfaraccio possono mostrare un’azione rilassante e spasmolitica sui muscoli lisci del sistema respiratorio e digestivo, il che è legato alla presenza di petasine e alla loro influenza sulle funzioni cellulari.
Potenziali effetti di alleviamento dei sintomi allergici
Alcuni estratti standardizzati di foglie di farfaraccio sono stati valutati clinicamente per l’alleviamento dei sintomi della rinite allergica (allergie stagionali), mostrando in studi controllati un’efficacia paragonabile a quella degli antistaminici nel ridurre alcuni sintomi.
Utilizzo
Nella letteratura scientifica ed erboristica, l’estratto di farfaraccio è stato utilizzato o analizzato nel contesto di:
- Preparati antidolorifici e per la tensione – l’estratto di farfaraccio è stato analizzato per la riduzione della frequenza degli episodi di emicrania o cefalea tensiva, il che è stato collegato all’attività delle petasine sui canali del calcio e sui mediatori dell’infiammazione.
- Prodotti a supporto delle reazioni allergiche / allergie stagionali – estratti standardizzati di foglie sono stati studiati per l’alleviamento dei sintomi della rinite allergica, come congestione nasale o starnuti, senza la sedazione tipica di molti antistaminici.
- Formule mirate al sistema respiratorio e all’alleviamento delle irritazioni – la conoscenza erboristica tradizionale descrive l’uso del farfaraccio nei disturbi respiratori, come asma e tosse persistente; fonti scientifiche moderne confermano l’interesse per questa pianta nel contesto dell’efficacia degli estratti in modelli legati al sistema respiratorio, sebbene i dati clinici siano limitati.
- Potenziale supporto delle funzioni del tratto gastrointestinale – nell’uso tradizionale della materia prima si indica anche un’influenza sulla regolazione della motilità intestinale e del sistema digestivo, inclusa un’azione rilassante e coleretica, il che può essere considerato nel contesto di preparati vegetali per il sistema digestivo (a seconda della forma finale del prodotto).





