Aggiornato recentemente il: Febbraio 19th, 2026
Il chitosano trova ampio impiego nell’industria farmaceutica e in ambito medico. Le sue proprietà vengono utilizzate sia nel trattamento delle ferite e nell’arresto delle emorragie, sia negli integratori alimentari formulati per favorire la perdita di peso. Che cos’è esattamente il chitosano e cosa lo distingue dalle altre sostanze?
Chitosano – Che cos’è?
Il chitosano è un poliaminosaccaride lineare ottenuto dalla deacetilazione parziale della chitina. È composto da una frazione deacetilata (β-(1,4)-D-glucosamina) e da una frazione acetilata (N-acetil-D-glucosamina). Il chitosano viene ricavato dall’esoscheletro duro dei crostacei, come granchi, aragoste e gamberi.

chitosano
Il chitosano è un derivato della chitina. Ha numerose applicazioni in medicina perché è perfetto per inibire le emorragie e medicare le ferite.
Il chitosano è anche un noto integratore alimentare che aiuta a sbarazzarsi di chilogrammi inutili. È un composto organico che appartiene al gruppo dei polisaccaridi. Non è digerito dal sistema digestivo umano.
È importante sottolineare che si tratta non solo di una sostanza naturale, ma anche biocompatibile, biodegradabile e non tossica. Inoltre, è relativamente facile da lavorare e può essere modificata chimicamente o enzimaticamente per ottenere diverse forme. Grazie a queste caratteristiche, viene utilizzata in medicina come biomateriale, ad esempio sotto forma di suture, pelle artificiale o medicazioni per il trattamento delle ferite. Inoltre, grazie alla sua capacità di legare colesterolo, grassi, proteine e ioni metallici, trova applicazione anche nei prodotti per uso orale.
Chitosano vegano
Il chitosano vegano viene ottenuto dalla chitina, componente strutturale delle pareti cellulari dei funghi (ad esempio Aspergillus niger). Si tratta di una materia prima non tossica, con basso potenziale allergenico e biodegradabile.
Questo tipo di chitosano può essere utilizzato da vegani, vegetariani e da persone allergiche ai crostacei.
Chitosano – Applicazioni in medicina
Grazie alla sua biocompatibilità, biodegradabilità e natura non tossica, nonché alle sue proprietà emostatiche, antimicrobiche e cicatrizzanti, il chitosano viene impiegato in medicazioni destinate a:
- arrestare le emorragie,
- trattare ferite traumatiche,
- curare piaghe da decubito e ulcere croniche.
I prodotti a base di chitosano possono essere disponibili sotto forma di polvere, tessuto non tessuto, spugna o gel e possono essere utilizzati sia come medicazioni sia come pelle artificiale. La sua efficacia terapeutica è legata principalmente al suo carattere cationico e alla sua idrofilia. Il chitosano stimola macrofagi e neutrofili che combattono i patogeni nell’organismo, favorisce l’attività cellulare (inclusi i fibroblasti responsabili della produzione di collagene ed elastina), promuove la produzione di citochine e sostiene i processi di angiogenesi. In questo modo contribuisce ad accelerare la guarigione delle ferite, stimolare la formazione del tessuto di granulazione e ridurre la formazione di cicatrici.
Chitosano e gestione del peso
Il chitosano non è impiegato soltanto nelle medicazioni, ma anche come ingrediente di prodotti per uso orale. A livello del tratto gastrointestinale, presenta proprietà assorbenti che riducono l’assimilazione dei grassi introdotti con l’alimentazione. Sulla base di questo meccanismo d’azione, il chitosano può contribuire al miglioramento dell’IMC, del profilo lipidico e della salute cardiovascolare. Studi condotti su animali suggeriscono inoltre possibili effetti antidiabetici: nei ratti esaminati è stata osservata una riduzione dei livelli di glucosio nel sangue e un miglioramento della sensibilità all’insulina. Gli integratori alimentari a base di chitosano vengono pertanto utilizzati sia come supporto alla perdita di peso, sia nella prevenzione delle cosiddette malattie del benessere, come obesità, ipertensione e diabete.
Letteratura:
- https://materialyinzynierskie.pl/chitozan/
- Mazurek P, Kuliński S, Gosk J. Możliwości wykorzystania chityny i chitozanu w leczeniu ran. Polim. Med. 2013, 43(4), 297–302.
- Jonczyk P, Kandefer B, Potempa M i wsp. Chitosan a gospodarka węglowodanowo-lipidowa. Forum Zaburzeń Metabolicznych 2016, 7(1), 31-34.
- Cheung RCF, Ng TB, Wong JH, Chan WY. Chitosan: An Update on Potential Biomedical and Pharmaceutical Applications. Mar. Drugs 2015, 13(8), 5156-5186.


